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Ministranti

Il gruppo ministranti della Parrocchia nasce nel 1978, subito dopo la costruzione della chiesa di N. S. di Coromoto e i primi animatori del gruppo sono Vitaliano e Suor Rosalia, affiancati dalla signora Giacinta Gabrielli, che il Parroco di allora, Don Giuseppe Gulizia, volle nella veste di "madrina”, con il compito principale di mantenere i rapporti con le famiglie dei ministranti.
Per alcuni anni i genitori stessi si sono occupati di confezionare le vesti per il servizio liturgico e di provvedere a tutte le necessità materiali del gruppo, una delle famiglie finanziò addirittura la costruzione del campo di calcetto, voluto appositamente per la realizzazione di un torneo, una delle molte iniziative tese a coinvolgere un numero sempre crescente di bambini e di ragazzi.
Nel 1985 la signora Gabrielli lascia il Gruppo per motivi di salute e due anni dopo Vitaliano, ordinato diacono, viene destinato ad un’altra parrocchia, così che il gruppo è affidato a Enzo che ne avrà cura fino al 2000.
Nel 1990, all'arrivo del nuovo Parroco, Don Romano Rossi, il Gruppo conta 37 ministranti tra adolescenti e bambini.
Tre anni dopo viene costituito il gruppo delle lettrici, ragazze alle quali è affidato il compito di proclamare la Parola di Dio e di assistere i bambini e le catechiste della prima Comunione. L’unione del gruppo dei ministranti e di quello delle lettrici costituisce per diversi anni il Gruppo Liturgico della Parrocchia.
Nel 2000 il gruppo delle lettrici viene sciolto per lasciare l’animazione della messa delle 10 ai bambini che si preparano a ricevere la prima Comunione e alla guida del gruppo dei ministranti si avvicendano per un quinquennio Vitaliano, rientrato in parrocchia, e alcuni viceparroci.
Ormai già da alcuni anni diverse bambine esprimono durante i primi mesi di catechismo il desiderio di partecipare a loro volta alla gioia del servizio all’altare e così tre anni fa Don Romano propose al gruppo di accogliere le bambine e le ragazze che desideravano farne parte. I più piccoli tra i ministranti, come è tipico alla loro età, furono inizialmente contrariati all’idea di perdere “l’esclusiva”, ma i più grandi, intuita la ricchezza di questa apertura, appoggiarono la proposta e così nell’ottobre del 2005 le prime ministranti iniziarono a partecipare agli incontri in preparazione della vestizione.
Con l’arrivo delle prime bambine Don Romano volle inserire come animatrici due ragazze più grandi e così la guida del gruppo passò da Vitaliano ad Antonio, Luca, Michela e Gaia, sostituita poi, l’anno successivo, da Giulia.
In questi ultimi tre anni si è andato ricostituendo il gruppo dei ministranti più grandi di cui oggi fanno parte 14 ragazzi e ragazze dalla terza media all’ultimo anno di università.
Tanti sarebbero gli episodi da citare per raccontare questi trent’anni insieme e non basterebbe una numerosa serie di volumi.
I più anziani ricordano ancora le strane essenze messe nel turibolo per far dispetto alle signore infastidite dall'incenso, oppure il campanello con il batacchio pericolante che ogni anno durante la veglia pasquale scappa dalle mani di qualche ignaro ministrante o ancora il giorno in cui, durante una processione, prese fuoco la veste di uno dei ministranti e tutti gli altri gli si gettarono sopra, trasformando un episodio che poteva essere tragico in un'occasione di allegra baruffa. Certamente spensero un piccolo incendio, ma come sempre ne accesero uno più grande, fatto di gioiosa complicità, di amicizia, di relazione.
Tutto, anche nei momenti più impegnativi, è vissuto nell'allegria di ragazzi apparentemente rumorosi, ma sempre sereni, vivi e veri, pronti ad affrontare con sorprendente impegno il loro servizio. Non manca mai una risata generale, il più possibile camuffata, quando qualcuno dei più piccoli cade addormentato durante una delle celebrazioni serali. Tanta però è la tenerezza che suscitano i giovani ministranti per la tenacia con cui vogliono partecipare anche agli impegni più duri.
È bello sentir commentare i genitori sulla trasformazione dei loro figli e delle loro figlie, mai "clericalizzati", ma quasi irriconoscibili per serietà e partecipazione. È sempre grande poi l’emozione in occasione della vestizione dei nuovi ministranti, giornate in cui non è insolito vedere tanta commozione sgorgare in lacrime sul volto di molti genitori, alcuni dei quali non sono assidui da tempo, ma che, attraverso i loro figli, riscoprono pian piano il gusto e la ricchezza dello stare con il Signore. E queste gioie, spesso tradotte in conviti mangerecci, gite, tombolate e feste, non hanno mai mancato di dare frutti bellissimi in molte famiglie.
Nel corso di questi 30 anni circa 300, tra ragazzi e ragazze, hanno fatto parte del gruppo.
Alcuni hanno svolto il servizio per uno o due anni, molti hanno perseverato fino all'adolescenza e altri proseguono ancora il loro cammino di crescita umana e spirituale all’interno del gruppo, continuando a servire il Signore nella liturgia, imparando a scoprirla come lode comunitaria e festosa al nostro Creatore. Tra questi ministranti del gruppo dei più grandi ci sono i ragazzi e le ragazze che, pur avendo iniziato il liceo o l’università, hanno accettato la sfida emozionante che il Signore propone a ciascuno di noi, la possibilità impegnativa, ma bellissima, di guardare alle cose di Dio aprendo gli occhi del cuore e della mente, senza il timore di fare domande e di opporre obiezioni, fino al momento in cui, se si è lasciata aperta la porta del cuore, si arriva ad intuire la vicinanza e la familiarità che c’è tra noi e Dio, tra le cose della vita e le cose di Dio, tra le nostre vicende concrete e quotidiane e le cose di lassù, che, restando con i piedi per terra, siamo invitati a fare oggetto dei nostri sguardi e del nostro desiderio.
Un ricordo ancora vive nel cuore dei più anziani in servizio: quello di Valerio di Rienzo. Nel 2000, mentre eravamo radunati a pregare per un Ministrante che aveva annunciato di voler entrare in seminario, Valerio è salito a celebrare in cielo l'eterno mistero che con tanta dedizione aveva celebrato in terra.
Il gruppo dei ministranti ha ricevuto la grazia di poter vedere, fino ad oggi, tre ragazzi chiamati al sacerdozio. Due di loro quando hanno deciso di rispondere alla chiamata del Signore come frati francescani già da qualche tempo non erano nella nostra Parrocchia. Il terzo, Luigi, già ordinato sacerdote e oggi viceparroco ad Avignone, è rimasto per lungo tempo nel gruppo fino all'ingresso in seminario.
E che dire degli altri, specialmente di quelli che ormai sono adulti? Tanti vivono ancora nel nostro quartiere e alcuni partecipano ancora oggi alle attività della Parrocchia. Non vediamo l’ora, e chissà che non accada presto, che arrivi un martedì pomeriggio un giovane papà o una mamma dicendo «Ho fatto parte anche io di questo gruppo, qualche anno fa, ho portato mio figlio (o mia figlia!), vuole diventare ministrante!»
Ringraziamo davvero pieni di gratitudine il Signore per la bellezza di questo intreccio di vite di cui ci dona ogni giorno di essere partecipi e testimoni. Lo ringraziamo per questo gruppo e ancora di più per la nostra comunità parrocchiale, per i mille volti, le mille storie, le gioie e le sofferenze, per la ricchezza di questa comunità che nei momenti più importanti della sua vita si riunisce e prega davanti all’altare del Signore al quale noi, in rappresentanza di tutti, serviamo con gioia!
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